Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantanoi ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall’azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest’odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s’abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l’anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d’intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rurnorose dove l’azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta
il tedio dell’inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l’anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità.

Le parole di Montale sono bellissime e le ho scelte come accompagnamento per questa torta, una caprese al limone e cioccolato al latte.

Quando penso ai limoni, la prima immagine che mi si palesa davanti agli occhi è Amalfi, incantevole città della costiera amalfitana. Spiagge, mare, limoni, azzurro, giallo, verde: colori, ricordi e profumi si mescolano in questa morbida torta.

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Cosa ti servirà…

  • 140 g di cioccolato al latte
  • la buccia di un limone grattugiata
  • 200 g di farina di mandorle
  • 50 g di fecola di patate
  • 60 g di zucchero semolato
  • 120 g di zucchero a velo
  • 4 uova grandi
  • 100 g di burro

Come farai…

Separa i tuorli dagli albumi.

Monta gli albumi a neve ferma con i 60 g di zucchero semolato. Mettili da parte e monta i tuorli con lo zucchero a velo per 10 minuti. Aggiungi il cioccolato al latte fuso e il burro fuso. Mescola bene e aggiungi la buccia di limone grattugiato.

Aggiungi la fecola e la farina di mandorle e mescola.

Aggiungi gli albumi, poco alla volta, mescolando con delicatezza.

Inforna, in forno preriscaldato a 180°C per 30 minuti.

Prima di sfornare la torta, assicurati che la torta sia cotta, facendo la prova stecchino.

Fai raffreddare, spolverala con lo zucchero a velo e accompagnala con una tazza di té verde.

P.S. si potrebbe fare una crosticina superiore, tu toglila con un coltello ben affilato e procedi alla spolverizzazione con lo zucchero a velo.

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