Devi stare molto calma

devi stare molto calma

devi stare molto calma

devi stare molto calma

molto calma

Da un paio di giorni mi gira per la testa il ritornello di questa canzone. La calma per me è sempre stato uno stato mentale irraggiungibile. Vivo in continua fibrillazione, in fermento, sempre presa dalla paura del poco tempo, del voler fare e disfare senza permettere alla vita di offrirmi i suoi doni a tempo debito ma prendendoli, pretendendoli e rincorrendoli, senza gustarli, ma divorandoli già pensando al prossimo obiettivo da raggiungere o traguardo da tagliare.

Eh si, non sono propriamente una persona che infonde pace e tranquillità. Forse tenacia e passione, ma calma proprio no.

E ciclicamente ripiombo in momenti in cui mi si chiede di essere paziente e pacata, ironia della sorte!

Durante uno dei tanti lavori fatti in quest’anno, una persona mi ha detto di prendermi del tempo per imparare, conoscermi, conoscere e divertirmi, e io mi sono limitata a liquidare il lavoro e la persona( velocemente, of course!) per rincorrere i miei sogni. Impossibile da credere come certe persone, incontrate per caso e in situazioni formali, come quelle lavorative, possano conoscerti meglio di te stessa.

E allora se l’universo e il tutto mi intimano la pazienza, che altro fare?! La marmellata.

Clementine

Apparentemente è una risposta strampalata, ma giuro che nulla più del fare la  marmellata richiede una certa dose di pazienza. Quindi, come primo esercizio per allenarla, dopo aver trovato le clementine non trattate al mercato, mi sono messa all’opera. Ho seguito la procedura di Christine Ferber, che prevede l’utilizzo della gelatina di mele cotogne ricca in pectina al posto dell’addensante per marmellate commerciale.

E’ una marmellata che si prepara in due giorni e, devo ammettere che mi è quasi piaciuto attendere con calma che arrivasse a bollore, rispettare il tempo di riposo e via così.

La bellezza di questo metodo sta nel colore che la marmellata assume a fine preparazione! Non è come la marmellata delle nostre nonne, scura e caramellosa, ma chiara, limpida e leggermente liquidina!

Cosa ti servirà…

  • 500g di gelatina di mele cotogne
  • 500g di succo di clementine ( ti servirà circa 1 kg di clementine)
  • 5 clementine non trattate
  • 200g di zucchero semolato
  • 400g di acqua
  • 1 kg di zucchero semolato
  • il succo di mezzo limone filtrato

5 barattoli ( da 250 ml) sterilizzati con i tappi nuovi 

Come farai…

La gelatina di mele cotogne

  • 1 litro di acqua
  • 1 kg di mele cotogne

Taglia le mele cotogne in spicchi ( attent* col coltello che sono molto dure!) e porta a bollore le mele con l’acqua. Spegni il fuoco quando le mele saranno morbidissime ( ovvero facilmente attraversabili dalla forchetta).

Filtra il succo con un colino e fai raffreddare.

melecotogne

La marmellata

1 giorno

Taglia a rondelle molto fini le clementine non trattate e mettile insieme ai 200g di zucchero e i 400 g di acqua nella pentola che userai per preparare la marmellata. Fai cuocere per 30 minuti ( devono diventare traslucide) e poi aggiungi il succo di mela, il succo di clementine, il kg di zucchero e il succo del limone. Porta a bollore e spegni.

Versa in una ciotola, copri con la carta da forno a contatto e metti in frigo per tutta la notte.

SuccodiClementine

2 giorno
Sterilizza i barattoli

Riscalda il forno a 110°C per 10 minuti e, una volta che il forno è caldo, inforna i barattoli per altri 15 minuti. Fatto! Vasetti sterilizzati!
Versa la marmellata nella pentola e porta a bollore. Fai raggiungere al composto la temperatura di 105°C e versa bollente nei vasetti sterilizzati. Chiudi con il tappo e capovolgi. Lascia i barattoli capovolti per 2 giorni senza toccarli.

Una volta fredda, se il tappo appare incavato è segno che non è presente l’aria nel barattolo, altrimenti o si elimina il barattolo o si consuma velocemente.

marmellataClementine