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Perchè il lavoro del pasticcere non è così figo come ti vogliono far credere…

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Masterchef, Bake Off, Il più grande pasticcere, sono solo 3 di tantissimi programmi che ci hanno, e continuano a mostrarci, il lato dorato del lavoro di cuoco e pasticcere.

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Ormai quelli che un tempo erano i re esclusivamente delle proprie cucine, si sono trasformati in veri showman: pubblicità, programmi tv, fama, onori e gloria.

Ma la nostra “cara” tv non mostra gli altri mille che si smazzano (passatemi il termine) per poche lire  pochi euro.

In pochi punti, ti spiego perchè, secondo me, fare il pasticcere (o il cuoco) non è così figo come ci fanno credere.

1. Gli orari. 

Un cuoco lavora in media 12 ore al giorno, stessa cosa dicasi per un pasticcere. Quando poi la pasticceria (o il ristorante) sono di tua proprietà, puoi raddoppiare allegramente le ore di lavoro.

Il turno di un pasticcere solitamente comincia alle 5 (i più fortunati anche alle 6-7) e finisce intorno alle 15. Salvo intoppi. E giuro che ci sono sempre.

Un cuoco, invece, comincia alle 9-10 e finisce di solito a mezzanotte, l’una (se il ristorante lavora anche a cena… e quale ristorante non ha il servizio serale?).

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Addio vita sociale.

2. Lo stipendio.

Inutile dire che quando si tratta di pagare, ti ricordano subito della crisi nel mondo.

I primi tre lavori che ho trovato li ho svolti gratuitamente. E ti assicuro che se lavori gratis, non sono più gentili facendoti lavorare di meno. Lo schiocco della frusta lo senti lo stesso! 😛

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Quando ti va bene, ti inquadrano come stagista con 400-500 euro di rimborso spese mensile.

Se ti va di lusso, arrivi anche a 900 euro.

Non ci paghi lo yacht.

Forse nemmeno la vacanza a Procida.

3. I colleghi.

Ecco, l’ambiente lavorativo ricorda spesso Hell’s Kitchen: persone pronte a farti le scarpe, superiori non sempre all’altezza dei ruoli, lotte con i fornitori… ma ci trovi anche brave persone. Appena le trovi, chiamami.

Scherzo, io ho trovato spesso belle persone 🙂 Tienitele strette!

4. La fatica.

Questo non è un lavoro per donzelle delicate.

Puoi trovarti a passare allo chinois chili e chili di una crema densissima che ti viene un braccio come Rocky Balboa.

Oppure a trasportare 10-12 chili di teglie a braccio.

O a dover frustare (a mano) 5 chili di crema prima che il cioccolato granisca.

Insomma, in un caso o nell’altro, ti troverai , nel giro di un anno, ad essere più forte di Hulk.

 

5. La gavetta. 

La gavetta va fatta, punto.

Spesso può essere demoralizzante , perchè magari il tuo “maestro” è un insensibile  che ti fa sentire un emerito deficiente. Tu fregatene e cerca di imparare il più possibile.

Il consiglio che mi ha dato una persona molto cara è stato ” Sii una spugna.” Lo dico anche a te. Assorbi tutto quello che puoi, anche il più spietato ha qualcosa da insegnarti. Anche a non essere come lui.

Esercitati tanto, studia tanto.

6. La routine. 

Giorno 1 – Che bello, oggi facciamo i croissant!

Giorno 2 – Che bello, oggi facciamo i croissant!

Giorno 3 – Che bello, oggi facciamo i croissant!

Giorno 4 – Ah, oggi facciamo i croissant!

Giorno 5 – Anche oggi facciamo i croissant…

Giorno 898 –  Ancora croissant…

Funziona più o meno così.

Ecco, in 6 punti ti ho illustrato cosa vuol dire essere un pasticcere nel mondo reale, senza telecamere.

Io, però, ho anche i miei buoni motivi per sopportare quanto detto sopra.

1. La magia di creare.

Non è fantastico quando, mescolando farina, burro, uova, zucchero e vaniglia crei una profumatissima frolla?

2. Prendere parte a tanti piccoli momenti di gioia.

Quello che amo di più di questo lavoro, è il pensiero di rendere ancora più bello e felice  un particolare momento della vita di altre persone: una riunione familiare, un compleanno, un anniversario, una nascita (!!), un traguardo raggiunto o la voglia di gratificazione (molti si gratificano attraverso il cibo!)Tu, con le tue mani, crei il mezzo che regala gioia.

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3. La mia felicità.

Questo lavoro mi rende felice.

Non farei tutti questi sacrifici per nessun altro lavoro al mondo.

Non mi alzerei alle 4 per andare in ufficio. Non lavorerei 14 ore al giorno per completare un progetto.

Non accetterei una paga bassa per fare un’analisi. Figuriamoci gratis.

 

Ti auguro di avere le motivazioni giuste per superare tutte le difficoltà che il mondo reale ti porrà davanti! 🙂

Beh, se hai scelto questo lavoro perché pensi sia figo come in tv… meglio dedicarsi ad altro, credimi.

Hai deciso che la pasticceria (o la cucina in generale) è la tua strada? Ecco 5 consigli su come cominciare.

 

 

8 risposte

  1. Brava Valeria, sei la dimostrazione vivente della grinta e della voglia di creare qualcosa di bello dei nostri migliori giovani!

  2. L’idea di fare la pasticciera, mi è venuta quando ancora fare il pasticciere non era figo, ovvero quasi 16 anni fa, quando da 14enne al primo anno del alberghiero non vedevo l’ora di compiere 15 anni per poter iniziare il mio primo stage in una pasticceria. Ora di anni ne ho 30 e anche alla mia età sto ancora facendo gavetta, perché non si finisce mai di imparare. Rispetto ad una decina di anni fa l’ambiente è molto migliorato trovo sia i cuochi che i pasticcieri meno aggressivi, anche se ancora non è un ambiente facile, non so quanti sacchi di farina e zucchero da 25 kg ho sollevamento, quanti litri di crema ho frustato, le mie braccia portano i segni delle ustioni e le mie di dita hanno qualche cicatrice. Amo il mio lavoro nonostante tutta la fatica, ma mi rendo conto che non è un lavoro per tutti, tra fare produzione e fare il dolce in tv c’è una differenza abissale di cui non tutti si rendono conto. Ma sceglierei questa vita altre mille volte

  3. io sono ancora piccola sto facendo ancora le medie e quindi non ho ancora iniziato un percorso di studio specifico per una professione specifica ma ho il sogno fin da più piccola di far la pasticcera ma mia mamma per quanto le piacciono i mei dolci non e d’accordo io so preparando una presentazione con i pregi e i difetti dell’ essere pasticceri nella speranza che si convinca a farmi andare all’alberghiera e quello che hai scritto mi e molto utile , grazie. volevo pero farti una domanda: tu come hai convinto i tuoi genitori a farti iniziare questo percorso ? ti hanno appoggiato da subito o li hai dovuti convincere’

    1. Ciao Sara!
      Che buffa coincidenza,ci chiamiamo uguale,abbiamo lo stesso sogno (il mio lo ho realizzato nel 2015) e genitori che nel momento di scegliere la scuola superiore mettono i bastoni tra le ruote…io da quando avevo quattro anni mi mettevo sotto lo stendiabiti e vendevo i gelati.da sempre volevo creare qualcosa di dolce per gli altri.a casa non potevo usufruire più di tanto della cucina e nel momento della scelta mi era chiaro che un’alberghiera avrebbe fatto per me,solo che tutti,ma proprio tutti,prof inclusi mi vedevano per un liceo (visti i bei voti) e dicevano che sarei stata una “mente sprecata”.piuttosto che dover proseguire con l’universitá ho optato per il male minore,cioè una ragioneria linguistica.che comunque mi è servita per arrivare dove sono adesso:da sei anni vivo felicemente sposata in Germania,ho fatto nove mesi di work&holiday in Nuova Zelanda e come ti accennavo prima ho fatto un tirocinio di tre anni come pasticcera in Germania e ogni giorno mi sveglio felice della mia scelta.se è il tuo sogno non lasciarti deviare.e se un giorno dovessi renderti conto di non avere più soddisfazioni puoi sempre imparare e dedicarti a qualcos’altro.te lo dico perchè anch’io avrei voluto avere qualcuno che mi incoraggiasse nella mia scelta,e forse allora avrei avuto il coraggio di compierla…quel qualcuno è arrivato per me nel 2010,anno in cui ho guardato la mia vita vissuta fino a quel momento,chiedendomi,ma che lavoro faró da grande?e il mio sogno nel cassetto era ancora lì a bisbigliarmi: cosa aspetti ancora?ti auguro ogni bene e non farti influenzare troppo dagli altri…quel che conta è che sia felice tu!

  4. quanta verità in questo articolo, nessuna esagerazione poi… è un lavoro bello è creativo ma molto faticoso. Io ho seguito un corso di quattro anni molto serio e sono sempre stata ma migliore alunna con tanto di premi e borse di studio ogni anno ma purtroppo ho finito oltre quarantenne con già due bimbe piccole. Dopo un tirocinio e altre piccole esperienze ho capito che non posso fare la pasticceria a livello professionale, peccato! Avessi avuto vent’anni starei lavora di sicuro è sarei felice del lavoro!

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