Domenica pomeriggio a Milano: il sole, le palme e tantissimi turisti in giro. E allora che si fa per sfuggire alla calca che c’è al Duomo? Provare uno dei locali più chiacchierati di Milano: L’éclair de Génie di Christophe Adam.

Oltre a vestire i panni di giudice nella versione francese de “Il più grande pasticcere” è conosciuto come l’uomo dei mille éclairs e miglior Pasticcere 2015 secondo il Relais Desserts.

Il suo Concept- store si trova in Corso di Porta Ticinese, 76; noi decidiamo di scendere alla fermata Duomo e di camminare a piedi fino a lì: la passeggiata è stata piacevole con la scoeprta di tanti negozietti carini e particolari.

Il negozio

Il negozio è facilmente riconoscibile: ci sono éclair giganti adesivi sulle due vetrine, oltre all’insegna luminosa presente sulla stessa vetrina principale.

L’interno è piccino, è presente un banco refrigerato in cui sono esposti gli éclair e la cassa, stile Autogrill, con vari prodotti brandizzati in vendita (creme spalmabili e confezioni).

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Per gustare gli éclairs è a disposizione un tavolo al centro del locale e uno più piccolo (stile pizza al taglio) con degli sgabellini in vernice gialla che affaccia sulla vetrina: la sensazione di zoo, con la gente che ti guarda mentre mangi non è molto piacevole.

Alle spalle della cassa c’è un laboratorio a vista enorme e davvero ben tenuto. Ho intravisto sulle mensole alcune materie prime tra cui i prodotti della Sosa e le confezioni di cioccolato (Valrhona, of course), che proprio economiche non sono, quindi un punto a favore di Christophe Adam che ha scelto prodotti di buona qualità per i suoi éclairs.

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Un punto anche per il muro di mattoni: mi è piaciuto tantissimo.

Il banco

Con un orario di apertura domenicale dalle 11:30 alle 20:00, alle 16:00 mi sarei aspettata sicuramente una vetrina più fornita: con una board in strada che vanta più di trecento éclairs con gusti diversi, trovarne solo otto varietà mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

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Per superare la delusione, ho scelto due mini éclairs: uno al caramello salato e l’altro al cioccolato e gianduia.

L’éclair: prova d’assaggio

A Napoli gli éclairs li mangiamo da una vita, si chiamano choux (“Sciù“) e sono solo in tre gusti: nocciola, cioccolato e caffè. Detto questo, ho cercato di non usarli come metro di paragone.

L’éclair era perfetto, un’ esecuzione perfetta ma non mi ha fatto dire “Wow! Adesso ne prendo due e li porto a casa, così li mangiamo a cena”, anzi non ci ho nemmeno lontanamente pensato. Era buono, quello al gianduia e cioccolato più di quello al caramello salato, ma è finita lì. Non ci sono state papille gustative in delirio, salivazione profusa e voglia di mangiarne altri.

A mio parere la pasta dell’éclair era anche un po’ troppo spessa, ma ammetto di aver fatto un paragone con gli sciù napoletani.

Conclusioni

Apprezzo l’idea di aprire una pasticceria mono-prodotto, ma forse un temporary store sarebbe stato meglio al posto di un locale permanente. Io personalmente avevo curiosità di provarlo, ma non attreverserei Milano di nuovo. Credo comunque che sia da provare almeno una volta.

Hai provato questo locale? Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti, sarà bello discuterne con te 😉